
Solo il freddo di Lugano mi ha fatto tornare alla realtà. Sono ancora "dentro" la maratona. Mi rimbalzano nella testa le mille emozioni, il calore della gente di New York, le loro parole di tifo: "Good job", "you look good", "go girls", "you can do it".....e mille altre frasi che ho sentito centinaia di volte lungo il percorso. MAGNIFICO! Dopo questa maratona, nessun'altra avrei voglia di correre!
Giornata ideale, temperatura sui 57 F (circa 15 gradi), vento, a volte forte. Il ritrovo per noi sub-elite è alle ore 06.30 (ore 12.30 Svizzera), sulla 53esima strada. Viaggio in bus, riservato per gli elite e sub-elite, scortati dalla Polizia sino a sotto il ponte di Verrazzano. Durante il viaggio ho il piacere di conoscere Orlando Pizzolato, il quale ci racconta della sua esperienza nella grande mela di 25 anni prima, mitico!
Arriviamo presto, circa alle 07.30. Mancano più due ora prima della partenza. E' freddino. Decidiamo di entrare nel tendone riscaldato. Con mio grande stupore mi ritrovo davanti lei, il mito della maratona, Paula Radcliffe, proprio lì davanti me, non ci posso credere. Mi faccio subito scattare una foto da Rigo.
Ore 09.20, puntualità americana, ci scortano a piedi fino alla partenza, quella arancione. Passiamo vicino alle zone dove sono "accampati" gli altri 40'000 e più atleti. Aprono una transenna, passiamo tra la folla, ci guardano con occhi strani, ci applaudono. Ma chi siamo? Siamo solo i sub-elite.
Zona partenza, siamo davanti a tutti. C'è anche lo spazio per qualche allungo, in salita. Sì, la partenza sul ponte è salita! Mi pare un muro. Guardo dietro di me: una massa di gente accalcata in modo composto, strepitoso.
Ore 09.35 presentazione degli elite uomini (le donne sono già partire alle ore 09.20), inno americano e poi il via. Parto veloce, almeno mi pare, le mie avversarie mi passano tutte davanti. Arranco in salita, l'adrenalina comincia a entrare in corpo e il cuore fa i capricci. Dopo nemmeno 2 minuti mi volto alla mia destra e vedo il folto gruppo dei veri che mi passa al doppio della velocità. Bellissimo. La salita finisce, spiana, vento contro, poi discesa. Mi volto, cerco Mic che dovrebbe arrivare anche lui sulla destra del ponte. Continuo a voltarmi, perdo tempo ma chissenefrega, è solo l'inizio. Lo vedo che arriva, lo saluto da lontano prima che le nostre strade si dividono. Finita la discesa subito un'altra salita. E comincia il rettilineo a Brooklin. Così infinito che non vedo la fine della strada. Bevo a ogni rifornimento, acqua e sali. Non sudo perché è fresco, na bevo in previsione, non fa mai male. Mi mantengo regolare, 20.10, 40.16, 60.29, 80.39, la strada è un continuo sali scendi ma non mollo. Vedo finalmente il cartello delle 13.1 miglia, è su un ponte, salita! Passo in 1.25.07. Sono nei ritmi. Con la testa sono già al Queensboro Bridge. Per sentito dire so che è duro. Infatti...800 metri di salita, in solitudine con gli altri podisti (siamo al 25esimo).
La velocità diminuisce, non voglio spingere troppo perché è ancora lunga. Sto subendo. Discesone ed eccomi sulla First Avenue. Tifo da stadio, no, di più. Sono quasi 4 miglia di rettilineo, anche questo un continuo saliscendi. Sono ancora abbastanza regolare: 1.41.24 al 25esimo, 2.01.46 al 30esimo.
Al 32esimo km si entra nel Bronx, altro ponte e altra salita, per di più su una specie di tappeto arancione che copre la griglia del ponte. Mi pare di affondare. Infatti il rirmo rallenta, e la fatica raddoppia. 35esimo in 2.22.47. Penso che è quasi finita, ce la posso fare. Ora la strada va in discesa.
Col cavolo! La 5th Avenue ci porta verso Central Park, ma è tutta in salita. Inizio a scorgere gli alberi del parco. Mancano 3 miglia. Faccio i calcoli, 4,8 km più i 200 metri finali ai quali non si pensa mai.
24esimo miglio, ora la strada la conosco, l'ho provata con Mic il venerdì mattina prima della maratona. Visualizzo il percorso, salita, discesa, poi ancora una salita, poi una piccola discesa, rettilineo sulla 59th, Columbus Circle, e poi ultimi 500 metri in salita fino all'arrivo. Vedo la parola FINISH in lontanza, ci sono, grazie a Dio! Finalmente. Alzo le braccia al cielo per la foto di rito e poi scoppio, come sempre, in un pianto liberatorio!
Cari blogger maratoneti, se non ci siete ancora stati, è da provare. E' UNICA!!!



